I have erased my past. I have even erased the idea of being an underdog. Labels are for those who need to justify their story; I prefer to write my future.
People sometimes ask me why I never entered politics. My answer is simple: because I do not believe that the most important decisions are made there anymore. Too often, national politics seems to manage the details while the major choices are shaped elsewhere, by economic, financial, and geopolitical forces that lie beyond the control of individual governments.
Journalist Matteo Gracis summed up this feeling with a provocative metaphor: in Rome, they only decide "the shape of the dog's kennel." Whether one agrees or disagrees, the image captures the growing sense that political power has become increasingly limited.
That is why I have no desire to pursue a political career. I would rather devote my time to something I consider freer and more enduring: ideas.
A member of Parliament serves for a term. An idea can survive for generations.
I write in Italian, but I no longer write only for Italians. Artificial intelligence and machine translation have torn down one of humanity's last great barriers: language. Today, an article written at the foot of Mount Vesuvius can be read, discussed, and challenged in New York, Tokyo, Buenos Aires, or Johannesburg within minutes.
For decades, we were told that to be heard we had to belong to major newspapers, prestigious universities, or political parties. That is no longer true.
Today, what truly matters is having something worth reading.
Ideas do not ask for permission. They cross borders, ignore flags, and outlive governments.
That is why I chose to write instead of building a political career.
Governments have an expiration date. Ideas do not.
Ho cancellato il mio passato. Ho cancellato perfino l'idea di essere un underdog. Le etichette servono a chi ha bisogno di giustificare la propria storia; io preferisco scrivere il mio futuro.
Qualcuno mi chiede perché non sia entrato in politica. La risposta è semplice: perché non credo che oggi le decisioni davvero importanti vengano prese lì. Troppo spesso la politica nazionale dà l'impressione di amministrare i dettagli mentre le grandi scelte vengono determinate altrove, da dinamiche economiche, finanziarie e geopolitiche che sfuggono al controllo dei singoli governi.
Il giornalista Matteo Gracis ha riassunto questa sensazione con una battuta provocatoria: a Roma si decide soltanto "la forma della cuccia del cane". Che la si condivida o meno, questa metafora esprime il disincanto di molti nei confronti del potere politico.
Per questo non ho alcun desiderio di inseguire una carriera politica. Preferisco dedicare il mio tempo a qualcosa che considero più libero e più duraturo: le idee.
Un parlamentare resta in carica una legislatura. Un'idea può attraversare generazioni.
Scrivo in italiano, ma non scrivo più soltanto per gli italiani. L'intelligenza artificiale e i traduttori automatici hanno abbattuto una delle ultime grandi frontiere: la lingua. Oggi un articolo nato ai piedi del Vesuvio può essere letto, discusso e criticato a New York, Tokyo, Buenos Aires o Johannesburg nel giro di pochi minuti.
Per decenni ci hanno insegnato che per essere ascoltati bisognava appartenere ai grandi giornali, alle università prestigiose o ai partiti. Non è più così.
Oggi conta un'altra cosa: avere qualcosa che valga la pena di essere letto.
Le idee non chiedono il permesso. Attraversano i confini, ignorano le bandiere e sopravvivono ai governi.
È per questo che ho scelto di scrivere, e non di fare carriera.
I governi hanno una data di scadenza. Le idee no.

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